statua socrate barba

Diventa autore Best Seller in sole 4 ore!

Questo segue il delirio che ho pubblicato su facebook qualche giorno fa, che più o meno recitava così:

C’è un problema. Tra scrittura e copywriting unisco passione e lavoro (e un sacco di dolore esistenziale, e senso di inadeguatezza, ansia, euforia, sogni e mal di pancia – mi fermo qua, prima di finire a parlare di benzodiazepine come al solito).
Dal momento quindi che bazzico tra colleghi, professionisti, gruppi e pagine dedicate all’argomento, l’amico algoritmo di facebook pensa bene che io sia un target adeguato per varie scuole di scrittura, nuovi editor dalle capacità mirabolanti, geni del marketing creativo e cazzi vari.

Io sono davvero basito. Ho il newsfeed letteralmente intasato da proposte di corsi miracolosi, di coach di scrittura e blogger detentori del terzo segreto di Fatima che​ in 7 ore promettono di darti gli strumenti necessari per essere assunto alla Saatchi&Saatchi come capo copy.

L’imbecille devo essere di certo io. Perché se dopo anni di pratica lavorativa, di letture, di studi, di ansie e feroci momenti di autocritica ancora sento di avere moltissimo da imparare, allora non ho capito un cazzo. Mi basterebbe frequentare il corso ‘Copywriting facile di Marinella la coccinella editoriale‘ e avrei risolto i miei problemi.

Scusate lo sfogo. Non farò distinzioni adesso – per comodità – tra scrittura per passione e per lavoro. Ma che sia in ufficio o sul divano circondato dai gatti, posso passare ore in cerca di una musicalità diversa, di una forma più elegante nel tentativo di rendere più leggera una frase. La posizione di una virgola è capace di trasformarsi in una tortura Flaubertiana (la punteggiatura di questo articolo è stata revisionata 9 volte, tanto per dire ndA). Sono per questo migliore di altri? Non credo proprio, ma immagino faccia parte della passione e di un minimo di esperienza (e dell’essere un inguaribile cagacazzi).

Sono nauseato dalle menzogne e dalle false promesse di sciacalli che promettono miracoli e si nutrono delle speranze altrui, come ragni scheletrici al centro di tele d’inchiostro. Sono stanco di vedere venditori di olio di serpente e unguenti portentosi allungare le loro mani luride dalle unghie orlate di nero. Mi sento male.

I social sono uno strumento. Ma funzionano anche come uno specchio magico che si adatta alla tua persona, in grado di leggere desideri e passioni per proporti mele di cartone, perfette alla vista ma prive di alcun sapore nel migliore dei casi. Lo specchio non ne ha colpa, ma qualcuno che si è preso la briga di avvelenare le mele c’è sempre.

Era un po’ che volevo scrivere qualcosa sull’argomento. Questo sfogo riassume il tutto, ma sfrutto il blog per fare un paio di precisazioni e per ampliare il discorso, giusto per non passare come il solito rosicone (cosa che non sono, sono semplicemente un rompicoglioni che gioca in lega professionisti).

Ecco cosa siamo diventati

Il problema non è chi cerca di insegnare qualcosa, ma chi tenta di fottere il prossimo. Perché proporre un corso di blogging e copywriting che in sette ore ti mette in pista vuol dire sostenere il falso. Giusto due minuti fa mi è passato sotto il naso un facebook ads vergognoso dove, tramite un proditorio  accostamento di termini e una tecnica di quello che viene chiamato funnel, si viene letteralmente raggirati.

Al signore qua a fianco non frega una sega del vostro futuro. Non è milionario perché ha seguito 36 semplici abitudini, ha fatto i soldi perché di regola ne ha seguita una e una soltanto: inculare il prossimo. Voi scaricate il libro che vi libererà dalle pastoie della vostra infelice esistenza d’ufficio (immagino il tontolone di turno che legge sta pippa e già si immagina a sniffare coca dal culo di una troia come in The wolf of Wall Street) e lui ottiene la vostra e-mail. Il libro non vale nulla e solo la CTA finale conta, ovvero il download del libretto. Per ottenerlo si gioca anche la carta pietà, e promette che per ogni scaricamento donerà 22 pasti a Feeding America. Il corso è gratis, ma chissene: a lui interessa la vostra e-mail, e con quella farà i soldi. Perché quello è vero, la vostra e-mail vale oro.

Cosa c’entra tutto questo con i guru e la scrittura?

Casi come quello che ho citato sono eclatanti, ma non sono poi così differenti – a mio avviso – da chi cerca di vendervi un sogno con termini messianici. Continuano a passarmi sotto gli occhi annunci che promettono abilità che non possono essere raggiunte in una manciata di ore. Ads che giocano su due fattori: il desiderio e l’aspettativa.

Il desiderio è semplice: voglio imparare a fare il copy (faccio un esempio) e tu mi prometti di insegnarmi i segreti che mi trasformeranno nel prossimo Ogilvy (che poi: se conosci questi segreti mirabolanti, perché non li usi per te e non diventi TU il prossimo Ogilvy?).

Ma l’aspettativa è bestiale, è lei a fare la differenza. Facciamo un altro esempio: desidero imparare a disegnare e mi vengono proposti due corsi. Il primo è un percorso di 3 anni dove viene richiesto di applicarmi almeno 4 ore al giorno, studiare e frequentare delle lezioni frontali. Garantisce i risultati, purché l’impegno sia rispettato. Il secondo mi offre risultati in otto ore online, grazie a 10 semplici step (e costa pure poco).

Molti sceglieranno il secondo.

aforisma bukowski

Hank parla, tutti muti

In una parola, la seconda proposta gioca sull’aspettativa, che viene alzata grazie allo specchietto della gratificazione istantanea (o quasi). Poi scopri che uno dei 10 semplici step, a tutti gli effetti, dice di esercitarti almeno 3 ore al giorno. Il processo cognitivo sotteso è il seguente: “Pago poco e divento il Frazetta del 2018 in pochi giorni. Guarda, i dieci step sono ragionevoli, e anche se mi alleno un po’ di meno seguo gli altri 9 che mi sembrano più ragionevoli. Sì sì, diventerò il nuovo illustratore di punta della Marvel.”

Guarda caso, l’unico step che davvero avrebbe un senso seguire è proprio quello relativo alla pratica. Quella stessa pratica che nel primo corso è implicita (almeno in parte).

Ma di che cosa stiamo parlando? (Volta delle grotte di Lascaux)

Siamo abbagliati dalla mancanza di tempo e ci illudiamo che una società veloce abbia reso più rapidi i processi di apprendimento. #BreveStoriaTriste: cognitivamente non siamo molto diversi dal nostro antenato vissuto a Lascaux durante il Perigordiano, 17 mila anni fa. Cambiano i supporti e l’accesso alle informazioni, ma la capacità di sviluppo di un’abilità è più o meno la stessa (anche se lui dipingeva comunque meglio di te).

Insomma, cosa credete succeda alla fine? La nostra amica Marinella la coccinella editoriale vi ha venduto il corso, vi spaccia quattro consigli di merda, vi raccomanda di praticare e la coscienza è a posto. Perché se il successo non arriva insomma, lei ve l’aveva detto di metterci impegno. Se il successo arriva invece, è perché l’impegno ce l’avete messo davvero e allora aveva ragione. Già, peccato che i suoi 4 consigli del cazzo (sempre molto ragionevoli e generici, tra l’altro) sono del tutto ininfluenti nell’economia del tutto. La colpa è vostra che siete dei coglioni a crederle, in qualsiasi caso.

E qua arrivo alla conclusione: nessuno potrà vendervi impegno e abnegazione. E questi – oltre a un minimo di talento, quello aiuta sempre – saranno i fattori determinanti per la riuscita. Precisazione dovuta, quest’ultima, perché ormai tutti (soprattutto i guru e i venditori di fumo) vendono successo ancor prima della riuscita in qualcosa.

Siamo così ossessionati dall’avere successo che l’essere davvero abili in qualcosa è passato in secondo piano. Ma che dico secondo piano, è qualcosa che ci siamo proprio persi per strada.

statua socrate barba

Socrate sapeva di non sapere (e aveva dei baffi della madonna)

Vi porto la mia esperienza, piccola, limitata, a tratti insignificante: mi guadagno da vivere come copywriter e surprise! la crescita non finisce MAI. Quando non scrivo, faccio a pezzi e analizzo le pubblicità e i testi che mi capitano sotto il naso. Qualsiasi cosa io legga, qualsiasi packaging, tutto ciò che contiene un testo commerciale, è un’occasione di crescita, di capire qualcosa che magari prima mi sfuggiva. Non solo quando sono in ufficio ma nella vita di tutti i giorni, al supermercato, per strada, in fila alle poste, mentre sfoglio Le Ore. Guardo, leggo, seziono, assimilo. Mi illudo almeno di diventare competente in ciò che faccio, prima o poi.

Si riesce in qualcosa con fatica, pratica, sudore, ossessione. A volte tutto questo si trasformerà addirittura in successo.

Raramente, però. Non fatevi strane idee.

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